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Full text of "Allan Cameron; libretto di Francesco Maria Piave. Musica del cav. Giovanni Pacini. Espressamente scritta pel Gran Teatro La Fenice, il carnovale 1850-51."

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I  ALLAN  CAMEROW  1 


LIBRETTO 


DI  FRANCESCO  MARIA  PIAVE 

MUSICA 

DEL  CAV.  GIOVANNI  -FACEVI 

ESPRESSA M E K T E  SCRITTA 

PEL  GRAN  TEATRO  LA  FENICE 

IL  CARNOVALE  4850-51, 


VENEZIA.    TIPOGRAFIA  RIZZI. 


PERSONAGGI 


AUTISTI 


CARLO  II.  re  di  Scozia  .  Mirate  Raffaele 
ALLAN  CAMERON,  capo 

dei  clan  de5  Cameron  .  Varesi  Felice 

ED1TTA  di  lai  figlia  .    .  Brambilla  Teresina 

EVANO  di  lei  fratello .    .  Zuliani  Angelo 
MALVINA,  confidente  di 

Editta   Morselli  Luigia 

GIONATA,  generale  del 

Parlamento  .    .    .    .  Bellini  Andrea 

RQB,  pescatore.    .    .    .  N.  N. 

Coro  Uomini: 
Montanari,  Capi  de'  clan,  Pescatori  scozzesi, 
Officiali  puritani. 

Coro  Donne  : 
Donzelle  scozzesi,  mogli  dei  capi,  pescatrici 

Comparse . 

Montanari,  Servi  di  Aliano,  Soldati  puritani,  Pescatori. 
Scena:  La  Scozia  —  Epoca:  I/autunno  del  1651. 


77  presente  libretto^  è  di  esclusiva  proprietà  del 
sig.Gio.  Battista  Lasina  impresario  del  gran  Teatro 
la  Fenice j  in  Venezia. 


ATTO  PRIMO 


Fallata  mila  contea  di  Sterlinga,  attorniata  da  erti 
monti.  Avvi  un  torrente^  oltre  il  quale  torreggia  il  ca* 
slel  di  LochiellOo 

SCENA  PRIMA. 
Si  odono  dalle  opposte  vette  de'  monti  suoni  di  corna- 
musa 3  che  si  rispondono.  Poco  a  poco  compariscono 
sulle  alture  Montanari  armati. 

.  Coro. 

\.        jfaLlPerta.  (da  una  vetta) 

2.  Air  erta.,  Cameron.  (da  altra  vetta) 

1.  0  dì  Fingallo  figli,  (scendendo) 
Air  erta. 

2.  Appressa  il  turbine,..  (scendono) 
\.        Si  sprezzino  i  perigli. 

2.  Sia  il  nostro  core  intrepido...  (scendono) 
4.        Arda  ne'  petti  onor. 

(sono  giunti  sul  piano  della  scena) 
Tutti    Sorga  di  Scozia  il  genio, 
Armiamci  di  valor* 
Grave  cagione  insolita 
Qui  a  convenir  ne  invita; 
Al  prode  Aliano  impavidi 
Sorte  fidiamo  e  vita. 
1.  Sempre  a  trionfi  e  gloria 

Egli  il  suo  clan  guidò. 
Sempre  cFAllan  qual  fulmine 
La  spada  balenò. 
Tutti    Sorga  di  Scozia  il  genio 
Dalle  natie  pendici, 
Sorga  gigante,  e  unanimi 
Stringa  del  re  gli  amici; 
Gessin  del  turpe  esilio 
Gassino  i  tristi  dì. 


9 


4 

Torni  di  Carlo  a  splendere 

L'astro  che  impallidì. 
Ecco  ver  noi  s'avanza  Aliano  il  forte. 

SGENA  II 

Detti  ed  Allako  preceduto  e  seguilo  da  Montanari 
urinati  e  da  Eyaìno. 


Coro  Salve. 

All.  Di  Scozia  figli,  alta  cagione 

f  Oggi  v'aduna  a  me  dintorno. 

Coro  Parla  ? 

All.     Un  tradimento  antico. 

Che  ancor  funesto  sulla  Scozia  grava, 

Or  cancellar  n'  è  d'uopo. 
Cono  Ebben?... 

All.  Il  giovin  re,  Carlo,  s'affida 


Al  vostro  onor  per  racquistare  il  trono, 
E  vi  reca  il  suo  amore,  il  suo  perdono. 
D'un  re  tradito,  misero, 
Figlio  innocente  ei  viene 
Come  colomba  candida 
Nunzia  di  pace  e  spene, 
E  del  perdono  l'iride 
Sul  regal  ciglio  sta. 
Per  lui  l'afflitta  Scozia 

Il  pianto  tergerà. 
Spetta  ora  a  voi  risolvere 
Cono  Pronti  a'  tuoi  cenni  siamo. 

All.  Sì? 

Cono  Tutto  al  re  di  Scozia 

E  braccio  e  vita  offriamo. 

Sapreni  la  macchia  t'ergere, 

E  vincere  o  morir. 
All.        Ah  sì  di  foco  insolito 

M'accende  il  vostro  ardir! 


5 

Sulla  spada,  per  1'  ombre  degli  avi, 

Su  giuriamo,  fratelli,  pugnar; 
Di  Cromvello,  che  resi  ne  ha  schiavi, 
Or  si  giuri  la  possa  atterrar. 
Ev.  e    Di  Gomvello,  che  resi  ne  ha  schiavi^ 
Coro       Or  giuriamo  la  possa  atterrar. 
All.     Di  Fingallo  e  di  Morven  lo  scudo 
Si  percuota,  e  ne  ispiri  valor; 
Nella  guerra,  de'  forti  nel  ludo, 
Ci  sian  guida  la  fede  e  l'onor. 
Ev.  e    Nella  guerra,  de'  forti  nel  ludo 
Coro       Guida  avremo  la  fede  e  l'onor. 
Tutti  Sorga  di  Scozia  il  genio 

Dalle  natie  pendici, 
Sorga  gigante,  e  unanimi 
Stringa  del  re  gli  amici; 
Cessin  del  turpe  esilio 
Cessino  i  tristi  dì. 
Torni  di  Carlo  a  splendere 
L'astro  che  impallidì. 

(Tutti  partono  alla  volta  del  castello) 

SCENA  III. 

Appartamenti  di  Editta  nel  Castel  di  LochiellQ.  - 
Malvina  e  Donzelle  scozzesi  stanno  terminando  una 
bianca  bandiera  colle  cifre  di  Carlo  li. 

Coro  Delia  Scozia  il  più  bel  fiore 

Era  Editta,  ed  appassì; 
Forse  il  foco  dell'amore 

Di  quel  cor  s'impadronì. 
Di  beltade  Amor  si  piace 

Finché  insidia  i  nostri  cor; 
Ma  regnando  egli  è  capace 

D'offuscare  il  suo  fulgor. 


() 


SCENA  IV. 


dette  ed  Editta  pensosa. 

Mal,  c  Coro  Torni  il  riso,  b  bella  Editto, 
Sul  tuo  labbro  giovanil; 
Che  ti  giova  essere  afili  Ita 
Dell' etade  in  su  V  aprii? 
Ed.      Mercè,  dilette  amiche... 

Ma  del  padre  la  vita, 
E  di  tant'altri  cari 
Ognor  veggo  in  periglio, 
E  corre  involontario  il  pianto  al  ciglio. 
(le  giovanette  sieguono  ad  occuparsi  del  lavoro) 
(Tremo  pel  re5  per  Carlo...  (da  se) 

Ah  scritto  è  su  nel  ciel  ch'io  debba  amarlo  1 
L'aura,  la  luce,  l'etere 
Mi  parlano  d'amore, 
Il  caro  volto  scorgere 
Mi  sembra  in  ogni  fiore; 
Nel  sol  qu-and'  è  più  fulgido, 
Negli  astri  della  sera^ 
E  fin  nella  preghiera 
M' appar  dell'ara  al  piè. 
Eterno  come  l'anima 
Sarà  l'amore  in  me.) 

(resta  concentrata) 
Mal.cCoro  Torni  il  riso  bella  Editta,  (attorniandola) 
Sul  tuo  labbro  giovanili 
Che  ti  giova  essere  afflitta 
DelP etade  in  sull' aprii? 

(da  sè  scuotendosi) 
Ed.  (Ch'  ei  sia  salvo,  e  tutto  sfido 

Il  rigore  della  sorte; 
Ah  ch'ei  regni,  e  fin  la  morte 
Più  terrori  non  avrà. 


E  se  il  fato  un  dì  crudele 
Lo  spingesse  a  strano  lido 
Di  quest'anima  fedele 
Il  sospir  lo  seguirà.) 
Coro  e  Mal.  Qual  mai  Pange  duol  crudele?    (Ira  loro) 
Ah  speriam...  conforto  avrà. 
(Ad  un  cenno  di  Editto,,  le  Donzelle  si  ritirano, 
ed  ella  le  segue.) 

SGENA  V. 
Allano,  ed  Editta. 
All.     Non  involarti,  Editta... 

Ed.  Ah  padre  mio.  (tornando) 

All.     Qual  cangiamento  è  in  te?  Perchè  il  sorriso 

Dal  giovauil  tuo  volto  or  è  scomparso? 

Triste,  pensosa,  le  innocenti  gioie 

Perchè  sfuggir  ti  veggo? 


JU  1U  : ...  1\U... 

All.  Tu  menti...  Avvi  un  mistero. 

Ed.      E  quale  esservi  può? 

All.  Rispondi  il  vero. 

Ed.         Che  mai  brami?... 

All.  Ben  lo  sai. 

Ed.  No,  lo  ignoro  ... 

All.  Non  mentire. 

Ed.  Non  mentiva  Editta  mai  ... 

All.  La  cagion  del  tuo  soffrire 

Svela  dunque  ... 
Ed.  Che  mi  chiedi? 

All.  Un'amico  sol  qui  vedi. 

Consolarti  alfin  vogP  io  ... 
Ed.     •       Taci,  ah  taci...  (coprendosi  il  volto) 

All.  In  quel  rossore 

Leggo  i  sensi  del  tuo  core. 
Ed,  Ah  mio  padre!...  padre  mioj... 


8 

All*         Sì,  smarrita  hai  tir  la  pace. 

Non  s'inganna  un  genitore; 

De'  tuoi  voti  il  volo  audace 

lo  conosco,  e  il  folle  amore... 

Ma  di  speme,  o  sciagurata, 

Qua!  sorride  raggio  a  te? 

Tu  di  sangue  umìl  sei  nata, 

Nè  ambir  dèi  l'amor  d'un  re. 
Ed.         Io  ben  so  che  a  regio  affetto 

Aspirare  non  mi  lice, 

Ma  pur  chiudo  un  core  in  petto^ 

Ho  pietà  d'un  infelice; 

Amo  in  lui  la  sua  sventura^ 

Kon  il  figlio  de'  miei  re; 

Tal  pietade  santa  e  pura 

Arde,  o  padre,  uguale  in  te* 
All.        0  mia  figlia,  o  sangue  mio, 

Scozia  intera  qui  vorrei. 

(abbracciandola  con  trasporlo) 
Ed.  Ch'  ei  trionfi,  è  il  sol  desio 

De'  costanti  voti  miei, 
a  2  Ah  speriam,  se  pari  ardore 

De'  Scozzesi  avvampa  in  core  ! 

SGENA  VI. 

detti  e  seguaci  di  àllako. 

Coro  I  tuoi  fidi,  o  prode  Aliano, 

Son  raccolti. 
All. ed  Ed.  a  2  0  fedeltà! 

All.  Ite,  amici,  un  alto  arcano 

Oggi  a  voi  si  svelerà. 

(il  Coro  va  per  uscire) 
Ed»         No;  sostate...  (prende  la  bandiera) 

Augusto  nome 
Di  mia  mano  è  qui  segnato. 


àll.  e  Coro  Viva  il  rc!f  di  Carlo  al  fato 
Quel  di  Scozia  s'  unirà. 

(presenta  al  Coro  la  lìandiera) 
Ed.         Sorga  ed  ondeggi  all'aere, 
Segnai  di  ferma  fede; 
Vi  stringa  amore  intrepido 
Del  trono  all'alto  erede. 
E  d'ogni  acciaro  al  lampo 
Fulminerà  sul  campo 
Vessillo  di  vittoria, 
Stromenlo  di  terror. 
Coronerà  la  gloria 
Le  prove  del  valor. 
(la  consegna  ad  Aliano  il  quale  la  dà  al  coro3  che 
la  riceve  con  entusiasmo  e  la  bacia) 
All.  e      Sorga  ed  ondeggi  all'aere, 
Cono  Segnai  di  ferma  fede; 

Ne  stringa  amore  intrepido 
Del  trono  all'alto  erede, 
E  d'ogni  acciar  al  lampo 
Fulminerà  sul  campo^ 
Vessillo  di  vittoria, 
Stromento  di  terror. 
Coronerà  la  gloria 
Le  prove  del  valor.  (partono) 


FINE  DELL'ATTO  PRIMO. 


ATTO  SECONDO 


Appartamenti  come  nelV  atto  primo. 

SGENA  PRIMA. 

La  scena  è  vuota;  odonsi  dal  di  fuori  suoni  di  cor- 
namusaj  ed  il  seguente  canto  de'  Montanari. 

Coro. 

Per  Carlo  son  pronti  -  i  figli  de'  monti  ; 

Pianure  e  città  -  per  Carlo  son  già. 
La  Scozia  si  desta;  -  un'ora  funesta, 

Sicario  di  re,  -  è  giunta  per  te. 
Cromvello,  Cromvello,  -  qual  torre  o  castello 

Difenderti  può?  -  Iddio  ti  dannò. 
La  Scozia  fedele  -  non  ha  più  querele, 

Pugnando  pel  re  -  combatte  per  sè. 

SCENA  li. 

Carlo  entra  mentre  si  canta  Valtima  strofa^  s'ap- 
pressa al  verone^  poi  dice: 

Grazie  ti  rendo,  o  ciel!...  Pentita  Scozia 
Fida  ritorna  de'  suoi  regi  al  sangue... 
Orrendo  ludo  a  incominciar  m'appresto  .0. 
Consenta  Iddio  che  non  mi  sia  funesto. 
Padre,  caduto  vittima 
D'infame  tradimento, 
Nell'ora  del  cimento 
Scendi  a  pugnar  con  me. 
Vedrà  l'intera  Scozia 
A  fronte  del  periglio, 
Se  di  tal  germe  il  figlio 
Esser  dovea  suo  re. 


SGENA  III. 


11 


detto  ed  Evano. 

Car.        Fido  Evano,  che  rechi? 

Ev.  Le  schiere 

Corron  liete  alle  vostre  bandiere. 
Car.  Oh  mia  gioia! 

Ev.  Chiamato  è  ribello 

Chi  combatter  non  giura  Cromvello... 
Coro  est.     Viva  Carlo !! ... 
Ev.  Ogni  monte,  ogni  lido 

Della  Scozia  ripete  tal  grido. 
Coro  est.     Viva  Carlo  il  legittimo  re!! 
Car.  Alle  pugne  s'apprestan  per  me!! 

Giungi  alfine  di  vittoria,       (con  entusias.) 

Ora  santa,  a  chi  t'aspetta; 

Co'  suoi  voti  il  cor  t'affretta 

Batti,  e  Palma  esulterà. 
Pugneremo,  della  sorte 

Più  possente  fia  il  valore, 

Di  Cromvello  al  vincitore 

Tutta  Scozia  applaudirà. 
Ev.eCoRo  Di  Cromvello  il  vincitore 
esterna     Sulla  Scozia  regnerà!  (partono) 

SCENA  IV. 

Sala  terrena  nel  Castel  di  Lochiello;  sonvi  nel  fondo 
grandi  arcate  chiuse  da  finestroni;  intorno  alle  pareti 
stanno  disposti  archi^  moschetti^  trofei  guerreschi^  ar- 
nesi di  pesca  e  caccia. 

I  principali  Montanari  del  clan  dei  Cameron  sono 
ivi  raccolti  colle  lor  Donne.  Servi  del  capo  girano  in- 
torno, presentando  loro  la  tazza  dell'ospitalità. 

Tutti    Viva  il  re,  -  morte  a  Cromvello.  (toccando) 
Tomba  a  questo,  -  trono  a  quello 
Della  Scozia  -  dia  il  valor. 


SGEA  V. 


detti,  Carlo,  Allano,  Editta  e  Malvina. 
Uom.    Viva  Aliano  - 


Don.  E  la  sua  stella!  (ad  Editta) 

Uom.  Allan  saggio,  - 

Don.  Editta  bella  ! 

Uom.  A  lui  gloria,  - 

Don.  Ad  essa  amor. 


All.     Amici  un  nuovo  prode, 

Che  giurò  pel  suo  re  scendere  in  campo, 
Nel  giovine  Ferlane  a  voi  presento. 

(indicando  Carlo) 
Car.     Ah  sì  con  voi  dividerò  ogni  evento. 
Coro       Sia  ben  giunto  -  il  giovinetto. 
Avrà  scudo  -  in  ogni  petto, 
Sarà  amato  -  da  ogni  cor. 
(si  offrono  tazze,  ad  Aliano 3  a  Carlo^  a  Malvina, 
quindi  toccando  cantano) 
Viva  il  re,  -  morte  a  Cromvello 
Tomba  a  questo,  -  trono  a  quello 
Della  Scozia  -  dia  il  valor. 

(s'odono  esterni  suoni  di  allarme) 
All.     Ma  quale  suono  è  questo? 
Coro    D'allarme  suono. 
All.  All'armi  dunque. 

Tutti  All'armi, 
SCENA  vr. 

detti  ed  E  vano  che  entra  precipitoso  colla  daga 
sguainata. 

Ev.      Soldati  di  Cromvello 
Entraro  nel  castello, 

E  il  duce  lor  desia  parlare  a  te.     (ad  Aliano) 


43 

Ed.    (spaventata  al  perìglio  del  re,  s'avanza  fra  tutti 
e  dice  lorOj  indicando  Ferlane:) 
Difendete,  o  Scozzesi,  il  vostro  re. 
Tutti    Carlo  Stuardi!!  (sorpresi) 
All.  Imprudente,  che  facesti! 

(ad  Editta) 

Tutti    (levandosi  il  berretto,  circondano  Carlo,  e  pon- 
gono a  terra  il  ginocchio) 
Ah  sire!!! 

All.  Or  non  è  tempo,  egli  è  Ferlane, 

(facendoli  alzare) 

Tra  voi  lo  confondete, 

Ed  esso  in  ogni  evento  difendete,   (dice  quindi 
nna  parolci  all'orecchio  di  Evano,  che  esce.) 

SGENA  VII. 
detti  e  Gionata  seguito  da  due  ufficiali. 

All.  Che  vuoi  tu?..,  fra  queste  mura 


Che  ti  guida? 
Gso.  Di  Cromvello 

Il  comando. 
All.  Ed  in  Lochiello, 

Di',  chi  puote  comandar? 
Tutti       Solo  Aliano.  (fremendo) 
Ed.  (Oh  qual  sciagura!)       (da  sè) 

Gio.         Qui  v'ha  un  profugo  celato... 

In  potere  a  me  sia  dato. 
Tutti       Tu  vaneggi, 
do.  Paventate. 
Tutti       Tu  deliri. 
Gio.  Il  consegnate, 

0  qui  tutto  fo  incendiar. 


(Si  saranno  in  questo  tempo  uditi  al  di  fuori  suoni 
di  cornamusa^  che  avranno  chiamato  alV  armi 
il  clan.  Aliano  se  ne  compiace.) 


Ed 


Tutti 
All. 


U 

Tutti       Incendiare -I  Stolto!! 
All.  Attendi! 

(prende  un  corno  da  caccia  pendente  da  una  pa- 
rete, e  suona;  dal  di  fuori  gli  si  risponde.) 
(inteso  il  segnale,  corre  ad  aprire  il  verone  del 
fondo,  e  mostra  a  Gionata  tutto  il  clan  dei 
Cameron  sotto  Vanni,  ed  il  drappello  de  suoi 
seguaci  in  catene.) 

Vedi  pria  di  minacciar.  (a  Gionata) 

Vedi  tu?...  nella  mia  mano 
La  tua  sorte  io  tengo,  altero; 
Se  il  volessi,  il  mondo  intero 
Ti  potrebbe  ora  salvar  ? 
Ma  di  Scozia  è  figlio  Aliano, 
Ei  non  sa  che  sia  timore; 
Più  del  braccio  ha  fermo  il  core 

I  tuoi  pari  a  disprezzar. 
(In  quale  rete  ho  tratto  (da  se) 

Da  stolto  i  passi  miei, 
Cotanta  non  credei 
Audacia  qui  trovar.) 
(Il  cielo  mi  sorride!  (da  sè) 

Divina  provvidenza, 
Proteggi  l'innocenza 
Di  chi  sa  in  te  sperar!) 
(Nume  del  ciel  pietoso,  (da  sè) 

Se  pur  non  vegli  invano 
Dèi  tu  fugar  l'insano. 

II  re  dèi  tu  salvar.) 
Va,  mal  conosci,  o  stolto,  (a  Gionata) 

Degli  Scozzesi  il  core; 
Sdegno  non  già  timore 
Potesti  qui  destar. 
Che  risolvi?  (a  Gionota) 

lo  vo'il  bandito. 
S'obbedisca. 


Gio. 


Car. 


Ed 


Tutti 


All. 
Gio. 


15 

Tutti  Che  favelli?  (irati) 

Gio.         S'obbedisca,  o  quai  ribelli. 

Io  voi  tutti  danno  a  morte. 
Tutti       Esci  tosto...  la  tua  sorte 

Sol  così  potrai  cangiar. 
All.      Co'tuoi  parti,  e  sii  grato  alla  sorte,     (a  Gio.) 

S'anco  illeso  t'è  dato  partire. 

Morte  solo,  nuH'altro  che  morte 

Aspettare  ti  puoi  da  quest'ire. 

Va...  ti  sprezzo.  Pugnando  sul  campo. 

Se  avrai  core,  punirti  saprò. 
Gio.      Parto,  sì,  ma  più  grande,  più  forte     (ad  Ali.) 

Tremar  tutti  farovvi  e  pentire; 

Parto,  si,  ma  secura  una  morte 

Fia  mercede  all'audaci  vostr'ire; 

Lo  vedrete,  felloni,  se  in  campo 

Io  punire  voi  tutti  saprò. 
Ed.  e    Tosto  parti,  e  sii  grato  alla  sorte^,       (a  Gio.) 
Donne      S'anco  illeso  l'è  dato  partire; 

Se  più  indugi,  è  secura  tua  morte.  - 

Prode  Aliano,  e  voi  tutti,  quest'ire  (ad  All.) 

Riserbate  a  più  nobile  campo. 

La  vittoria  mancarvi  non  può. 
Uomuxi  Co'tuoi  parti,  e  sii  grato  alla  sorte,      (a  Gio.) 

S'anco  illeso  t'è  dato  partire; 

Morte  solo,  nuH'altro  che  morte 

Premio  degno  saria  del  tuo  ardire. 

Ti  sprezziamo,  provvedi  al  tuo  scampo 

Finché  Tira  frenare  si  può. 
Cau.     (Quanta  fede!.,,  ringrazio  la  sorte;        (da  sè) 

I  miei  fidi  raddoppian  l'ardire! 

Per  me  forti  disprezzati  la  morte; 

Fia  con  essi  glorioso  il  morire! 

Regni  in  trono,  o  combatta  sul  campo, 

Di  lor  degno  mostrarmi  saprò!) 
(Gio.  parte  co' suoi;  tutti  circondano  il  Re.) 

FINE  DELL'ATTO  SECONDO. 


ATTO  TERZO 


Confine  d'un  bosco  lungo  la  spiaggia  del  mare,  spar- 
so di  peschereccie  capanne.  Il  sole  è  al  tramonto.  Alcuni 
vecchi  pescatori  sono  intenti  colle  lor  donne  a  stendere 
e  rattoppare  le  reti,  altri  giungono  in  barca,  donde 
asportano  la  fatta  preda.  Si  vede  in  lontano  un  vascello 
pronto  a  salpare. 

SGENA  PRIMA. 
Coro  di  Pescatori  e  Donne. 

I.  ^iva,  amici...  (voci  lontane) 

II.  Buon  ritorno;    (dalla  spiaggia) 
Dalla  pesca  riedon  già! 

I.  Gessin  l'opre,  cade  il  giorno  , 

(giungendo  in  varie  barchette) 
Presto  il  ciel  s'abbuiera. 

II.  Buona  preda? 

I.  Ricca  assai.  (sbarcando) 

La  fortuna  ci  giovò. 
Tutti    Viva  il  mar  cantiamo  ornai... 

Le  fatiche  compensò. 
Donne  Bello  è  il  mar,  se  tranquillo  ridente 

Manda  Tonda  la  sponda  a  bacciar! 
Uomini  Bello  è  il  mar,  se  turbato  fremente 

Vuol  dell'ire  la  possa  mostrar! 
Donne  Se  tranquillo.,  v'insidiam  la  preda 

Reti  ed  amo  del  buon  pescator. 
Uomini  Se  turbato^  sconvolto  sci  veda 

Fuge  il  legno  del  buon  pescator. 
Tutti    Buono  è  il  mar  quando  spira  la  brezza 

Della  barca  le  vele  a  gonfiar. 
Buono  è  il  mare  con  chi  non  lo  sprezza, 

E  sa,  cauto,  sue  furie  evitar. 


17 

Esso  è  come  una  pnlria  seconda, 
Un  podere  pel  buon  pescator. 

Se  La  terra  al  colono  è  feconda, 

Lo  ò  pur  Tonda  pel  buon  pescator. 
(i  Pescatori  entrano  nelle  capanne^  le  Donne  rac- 
colgono le  reti.) 

SGENA  li. 

D  O  IST  NE     e     G  A  R  L  O. 

Car.     Oli  Talrte  speranze!... 

Di  Vorcestra  sui  campi  i  fidi  mìei 
E  sangue  e  vita  hanno  profuso  indarno! 
Senza  la  tè  d'Aliano, 
Frigion  per  me  caduto. 
Su  questo  capo  penderla  una  scure... 
Troncasse  morte  alfin  tante  sventure] 
Vale,,  adorata  Scozia, 

Campo  di  tanti  affanni, 

A  te  da'  più  verd'anni 

Sempre  il  sospir  volò. 
Or  t'  abbandono  misero. 

Ma  più  felice  un  giorno 

La  gioia  del  ritorno 

Con  te  dividerò. 

SCENA  111. 
df.tti  ed  Ecitta  che  giunge  frettolosa. 

Ed.      Ver  qui  move  nemico  drappello. 

Fuggi,  fuggi  ti  salva,  signore. 
Cau.        Sc/tu,  Editta!... 
Ed.  Del  fato  il  rigore. 

Gar.        Ei  dovunque  m'incalza,  mi  preme..* 

Morte  invoco... 


15 

Ed.  Di  Scozia  alla  speme 

I  tuoi  giorni  son  sacri,  o  mio  re. 
Car.        Ah  tu  m'ami. 
Ed.  Se  t'amo!,.,  tei  dica 

Questo  pianto  che  inondami  il  ciglio; 
Per  pietacle  t'invola  al  periglio... 
Car.        Ch'  io  m' involi? 
Ed.  Altra  speme  non  v'è. 

Vi  vi 5  e  di  questa  misera 
Non  iscordar  l'aniore, 
Conforto  al  mio  dolore 
li  tuo  pensier  sarà. 
Car.  Di  tale  istante  l'estasi 

Consola  il  mio  dolore, 
Se  del  tuo  puro  amore 
Conforto  il  ciel  mi  dà. 
Don.  (Chi  son  color?  che  cercano?     (tra  loro) 

Che  mai  li  trasse  qua?) 
Coro    (di  Soldati  dell'interno  del  bosco) 
A  Stuard  asilo  porgere 
Non  abbian  monti  o  valli; 
Scorriam  del  bosco  i  calli: 
Sfugirci  non  potrà 
Ed.  Odi?  gì' iniqui  giungono!  (spaventala) 

SCENA  IV. 

detti  ed  i  Pescatori^  cht  escono  dalle  capanne. 

Ed.  Ah!  se  pietosi  siete, 

Agli  empì  suoi  carnefici 

Tal  vittima  togliete 
Tutti  Chi  sei?  chi  è  d'esso?...  svelaci?... 

Ed.  Egli  è  Stuardo,  il  re. 

Tutti  Si  Salvi...  Kob,  affrettati..,  (ad  un  pese.) 

Il  nostro  re  è  in  periglio... 
nrsE  dell'atto  tekzo. 


ATTO  QUARTO, 


Sala  terrena  in  una  vecchia  abbazia  mezza  rJi- 
roccataj  sonvi  due  porte  laterali^  ed  un  segreto  addito. 
E*  notte;  tutta  la  luce  viene  da  un  fanale.  La  musica 
esprime  Vin  furiare  d'una  procella. 


SCENA  PRIMA. 

Montanari  e  Pescatori  prigionieri poi  Soldati 
di  Cromvcllo. 


Montanari. 


i 


risulti  e  carcere 
Penosa  morte 
L'iniqua  sorte 
A  noi  serbò. 
Con  tuoni  e  fulmini, 
Piange  natura 
Sulla  sventura 
Che  ne  gravò. 


Soldati. 

Lo  stuardo  profugo 
E  in  nostre  mani 
Cogli  altri  insani 
Ei  pur  cadrà. 

Avranno  termine 
Straggi  e  ruine 
La  Scozia  alfine 
Calma  godrà. 


SCENA  H. 


detti  ed  Allàko. 


All.  Prodi,  che  v'  agita? 

Mont.  Il  re  è  prigione. 

Sol.  E  Gedeone 

Or  trionfò. 
All.  Sciagura  orribile! 

Mon.  Tremendo  fato! 

Sol.  Il  cielo  irato 

Vi  fulminò. 
All.  e  »Ah  di  Scozia  figliuoli  non  siete 
Mont,     »Se  di  Scozia  il  signor  sconoscete  ! 


»Questa  guerra  ciré  guerra  fraterna 
»Un  Dio  giusto  punire  sapra. 
»Si?  T infamia  per  voi  sarà  eterna 
»  Senza  fin  nostra  gloria  sarà. 
Sci.   »  Sciagurati,  l'ardir  deponete 

«Della  tomba  sull'orlo,  già  siete; 
»  Vi  colpiva  già  Tira  superna 
»E  Cromvel  suo  ministro  sarà. 
»  Questa  guerra  che  dite  fraterna 
•  Spenta  alfine  con  voi  si  vedrà,, 

SCENA  Ili. 

detti  e  Carlo  condotto  prigioniero  da  Gioinata. 

All.     Sire,  a'  tuoi  piedi. 

Car.  Stringimi 

0  mio  fedele  al  seno. 
Gio.  (a*Mont.)  Rientrate.  E  voi  seguitemi.       fa'  suoi) 

(donata  e  soldati  partono  dalla  sinistra;  i 

Moni,  doli®  destra) 

SCENA  IV. 

Carlo  ed  Allano., 

Car.         Allan,  ti  vo'  sereno  m 
All.        Ah  involontarie  sgorgona 

Le  lagrime  dal  ciglio! 
Car.     Vedrai  de'  Stuardi  il  figlio 

Degno  del  sangue  lor. 
All.     Ma  come  qui  vi  trassero? 
Gar.        L'irato  mare  infido 

Pareva  il  legno  infrangere^ 

Toccai  con  pochi  il  lido  ... 

Cento  su  me  scagliaronsi ... 

Tentai  fuggir  ...  fu  vano  ... 

Ma  se  ritrovo  Aliano 

Iddio  non  m'odia  ancor. 


All.     0  re  l'estremo  palpito 
Avrai  di  questo  cor. 


21 


-     SGENA  V. 

detti  ed  Editta,  che  sforzando  il  segreto  addito^ 
perviene  ad  aprirlo  e  corre  ai  piedi  di  Carlo.  Ex  in  co-» 
stame  di  guerriero  puritano. 

All. e Gar.  Ma  chi  giunge  per  calle  celato? 

Ed.         Chi  salvare  il  suo  prence  ha  giurato. 

Càr.       .Sorgi,  parla,  ne  svela  chi  sei 

Ed.         Sono  Editta 

All.  Mia  figlia! 

Ed.  Potei 

Sotto  vesti  mentite  seguirvi 

E  un  sentiero  alla  fuga  riaprirvi 

Vi  salvate  ...  per  voi  morirò  ... 
Car.        E  si  giovin  per  me  tu  morrai! 

No...  rifugge  il  mio  core!.,  no  mai., 
All.        Vivi,  ah  vivi  a  più  tarda  vendetta. 
Ed.     m   L'ombra  inulta  del  padre  l'aspetta 
Car.        Di  mio  padre!...  Ah  per  ess,o  vivrò. 

Dio,  per  quest'angelo   All. e  Nume  tu  serbato 
Se  m'  hai  parlato,      Ed.       Di  Scozia  al  fato  % 
Rivendicato  Rivendicato 
Potrò  tornar.  Possa  tornar. 

Forza  tu  donami  Forza  tu  donagli 

Tu  mi  sii  guida  Tu  gli  sii  guida 

La  parricida  La  parricida 

Orda  a  evitar.  Orda  a  evitar. 

(s'ode  improvviso  ridar  di  lontani  tamburi) 
Ed.  Odi 

Car.  Gl'iniqui  giungono 

All.        Rammenta  a  chi  se'  figlio. 

Ed.         Fuggi,  o  signore,       (altro  rulo  più  vicino) 


All.  Apprezzano 
Ed.         Involati  al  periglio 
Gaw,        Ma  voi  ? 

All.  e  Ed.  Sapremo  intrepidi 

La  morte  disfidar. 
Car.     Ah  nel  dirvi  estremo  addio 

Più  che  il  ciglio  piange  il  core, 
A  tal  fede,  a  tanto  amore 
Terra  e  cielo  plaudirà. 
Dolce  Editto,  Aliano  mio, 

Un'amplesso,  un'altro  ancora... 
Ah  l'affanno  di  quest'ora 
Giusto  Iddio  compenserà. 
Ed.  e    Ah  nel  dirvi  estremo  addio 
All.        Più  che  il  ciglio  piange  il  core. 
Vi  salvate  e  il  nostro  amore 
Compensato  appien  sarà. 
Deh  fuggite,  il  vuole  Iddio 

Che  dal  eiel  segnato  ha  un'  ora, 
In  cui  Scozia  lieta  ancora 
Al  suo  prence  obbedirà. 
(Carlo  coperto  del  mantello  di  Editta  entra  nei 
segreto  addito  che  mette  ad  un  sotterraneo  che 
subito  è  chiuso  da  Editta.) 

SCENA  VI. 
Gionata,  Soldati  puritani  e  detti. 
Ed.  e  All.  Ora  fatale! 


Gio.  È  giunta,  mi  seguite. 

a  2.        Dove  ? 
Gio.  Al  supplizio.  • 

a  2.  No,  al  trionfo; 

(Ed.  si  scopre) 
Gio.  lire? 


a  2.       Dei  perfidi  lo  tolse  un  Dio  alla  spada. 


Gio.        Ebben,  morrete  voi. 

a  2;  Morir!...  si  vada. 

(escono  tra  soldati,) 

SGENA  VII. 

Chiostro  aperto  (Idia  suddetta  abbazia.  Fuori  delle 
arcate  vedesi  la  campagna.  Mia  destra  dello  spettatore 
è  una  porta  che  mette  alla  precedente  sala;  alla  sinistra 
l'ingrasso  d'un  tempio.  -  Zi*  l'alba. 

Cono  di  Puritani  nclU  interno  del  tempio. 

I,  Gedeone  guerricr  del  Signore 

La  sua  spada  tremenda  impugnò; 

II.  Del  leone  di  Giuda  il  valore 

Di  Filiste  la  turba  fugò. 
Tutti    Di  Gromvello  i  nemici  cadranno, 
Come  foglie  che  il  gelo  colpì. 
Pietà  indarno,  mercè  chiederanno, 
Ora  sorge  l'estremo  lor  dì. 
(Jllano  frattanto  attraversa  il  chiostro  trascinato 
co'  suoi  compagni  alla  morte.) 


SCENA  VIil. 

Editta  fra  i  soldati  puritani  è  condotta  allo  stesso 
destino,  ma, giunta  in  mezzo  alla  scena,  vieti  trattenuta. 

Ed.       Sia  lode  a  te,  gran  Dio,  salvato  ho  il  re! 
Che  cale  a  me,  se  spenta 
Anzi  tempo  cadrà  questa  mia  vita? 
Meco  morrà  pur  anche  il  padre  mio; 
Libere  alfin  nostr'  alme. 
Eterne  nel  Signore, 

Di  Carlo  s'uniranno  al  genitore,  (s'ingin.) 
0  d'un  re  martire,  -  alma  beata, 

Queste  ad  accogliere  >  scendi  placata, 
Al  trono  guidale  -  del  Re  dei  re. 


2A 

Da  questo  libere  -  lerrenno  frde, 

Al  puro  ascendano  -  gaudio  immortale, 
L'eterno  godano  -  premio  con  te. 
(S'ode  ari  confuso  romorc,  dapprima  lontano^ 
ed  un  picchiar  d' armi^  che  poi  s'avvicina 
misto  a  confuse  grida.) 
Coro    Morte  agli  empi!...  all'armi!...  morte!... 

Viva  Aliano  !...  viva  il  forte!  .. 
Ed.  Quali  grida!...  il  genitore!... 

Coro       Viva  Aliano!... 

Ed.  Che  mai  fìa!  (corre  ad  ossero.) 

Padre_,  padre! 

SCENA  ULTIMA. 

detta,  Allago  ed  Evano,  seguili  da  Montanari^ 
Donne,  e  Pescatori  armati  di  ronche  .falci  e  'fiocine, che 
fugano  le  guardie  di  Ediila.  Il  sole  frattanto  è  sorto. 

All.  Figlia  mia!  (abbracciandola) 

Questi  prodi  m'han  salvato. 

Sentì  il  ciel  di  noi  pietà 
Coro       Or  del  re  seguite  il  fato. 

Finché  il  ciel  si  placherà, 
Ed.      Ah  del  core  il  voto  ardente 

Innalziamo  al  Dio  supremo; 

Egli  è  grande,  egli  è  clemente, 

Non  invan  pregato  avremo. 

Alla  Scozia,  a'  figli  suoi 

Renda  il  padre,  renda  il  re. 
Tutti    Alla  Scozia,  tu  che  il  puoi, 

Rendi,  o  nume,  il  padre,  il  re. 
(Tutti  si  affrettano  a  favorire  la  fuga  dei  Cameron.) 


FINE.